Eurispes. Le intercettazioni. Anno 2023
L'Istituto di Studi Politici, Economici e Sociali (Eurispes) pubblica uno studio sulla diffusione delle intercettazioni giudiziarie che analizza l’utilizzo degli strumenti di intercettazione da parte dell’Autorità Giudiziaria italiana nel periodo 2022-2024 sulla base dei dati ufficiali del Ministero della Giustizia.
Nel periodo 2013–2023 il numero di dispositivi, ambienti e utenze sottoposti a intercettazione è diminuito di circa 40,8%, passando da 141.774 a 83.883 dispositivi. Dopo il minimo registrato nel 2022 (82.494 bersagli interlocutori), nel 2023 si osserva un lieve incremento.
Le intercettazioni telefoniche rappresentano la quota prevalente, pur in lieve riduzione (dal 74% nel 2022 al 71% nel 2023), mentre le intercettazioni ambientali e telematiche (inclusi strumenti digitali) registrano un incremento contenuto.
La distribuzione territoriale evidenzia forti disparità: il Sud registra il 37% dei bersagli totali, le Isole il 20-21%. Sicilia, Campania e Lazio sono le regioni più monitorate, rappresentando insieme il 45-46% del totale nazionale. Il Molise registra il valore più basso (93-172 bersagli).
Nel 2022 la spesa sostenuta dallo Stato per le intercettazioni ammonta a 192,6 milioni di euro, salita a 193,5 milioni nel 2023. A livello territoriale, Palermo registra la spesa più elevata (tra 44 e 48 milioni di euro annui), seguita da Napoli (17–20 milioni), Milano e Roma (12–14 milioni ciascuna). Bari presenta una spesa pari a 9,6 milioni di euro, mentre Campobasso registra importi inferiori a 500 mila euro.
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Pubblicato il 11 febbraio 2026