Istat. Rapporto SDGS 2026. Informazioni statistiche per l'Agenda 2030 in Italia

L'Istat pubblica la nona edizione del rapporto SDGs, divulgando dati e analisi aggiornati sulle misure statistiche per il monitoraggio dell'Italia e delle sue regioni. In questa edizione vengono diffuse 321 misure statistiche, connesse a 148 indicatori tra quelli proposti dall’Inter-Agency Expert Group on SDG Indicators (UN-IAEG-SDGs) delle Nazioni Unite, per valutare gli avanzamenti dell’Agenda 2030 a livello globale.

"Nell’ultimo anno la metà delle misure risulta in miglioramento (51%); oltre un quarto è caratterizzato da stabilità o stagnazione; i peggioramenti riguardano il 24% delle misure. Le variazioni negative sono più frequenti nel Goal 16 (Pace, giustizia e istituzioni), per il peggioramento della rappresentanza femminile e giovanile in Parlamento e l’incremento dell’affollamento carcerario; nel Goal 4 (Istruzione), a causa del deterioramento delle competenze degli studenti e della contrazione della quota di giovani laureati; nel Goal 1 (Povertà zero), per il peggioramento delle misure di povertà e deprivazione. All’opposto, il Goal 17 (Partnership per gli obiettivi) registra avanzamenti per tutte le misure considerate. Quote elevate di miglioramento si osservano anche nei Goal 10 (Ridurre le disuguaglianze), per l’attenuazione delle disuguaglianze distributive, e 2 (Fame zero), grazie al miglioramento di alcune misure di sostenibilità dell’agricoltura. Le misure ambientali presentano una maggiore inerzia: nel Goal 15 (Vita sulla terra) oltre tre quarti delle misure restano stabili; livelli di stabilità elevati interessano anche i Goal 6 (Acqua) e 14 (Vita sott’acqua)".

L’analisi delle disparità regionali, basata su 146 misure statistiche calcolati a livello regionale, evidenzia il tradizionale divario a svantaggio del Mezzogiorno per le aree socio-economiche (People e Prosperity). Al contrario, le aree legate all'ambiente (Planet) e alla cooperazione restituiscono una polarizzazione più equilibrata, con risultati relativamente più favorevoli per le regioni del Mezzogiorno.

L'analisi della Puglia per sotto-obiettivi (target) evidenzia che il 41,4% degli indicatori si colloca su livelli pari o superiori alla media nazionale. Pur confermando le criticità strutturali del Mezzogiorno, la regione mostra un posizionamento migliore rispetto a diverse altre regioni, distanziando la Campania (ferma al 34,3%), la Calabria e la Sardegna (40,0%) e la Sicilia (28,6%).

Il Rapporto è accompagnato da infografiche, da un cruscotto che permette una navigazione tra le misure statistiche e dai corrispondenti file di dati  e metadati. È inoltre disponibile per il download il file Excel (xls) dedicato, contenente l'intero dataset con tutti i dati della Puglia.

Pubblicato il 08 luglio 2026